I. L'era "preistorica": dalle pietre da lettura alla rivoluzione del naso
L'origine degli occhiali può essere fatta risalire alla Venezia del XIII secolo, all'epoca centro mondiale della lavorazione del vetro. I primi occhiali non avevano aste e venivano scherzosamente chiamati "occhiali bilanciati": due lenti rotonde collegate da un rivetto, che costringevano chi li indossava a tenerli precariamente sul naso o con la mano. I documenti di una chiesa di Firenze, in Italia, del 1299 menzionano una "corporazione di fabbricanti di occhiali", mentre un affresco del 1352 a Treviso, raffigurante il cardinale Ugo di Provenza, presenta il primo paio di occhiali identificabile nell'arte europea. È interessante notare che, durante la dinastia Song meridionale in Cina (XIII secolo), Zhao Xihu scrisse nel Dong Tian Qing Lu di "àidài", "pietre da lettura" fatte di cristallo o quarzo fumé, considerate l'origine orientale degli ausili visivi. Marco Polo annotò nel suo resoconto di viaggio del 1275: "Gli anziani cinesi indossano occhiali per leggere la scrittura piccola", suggerendo una misteriosa convergenza tra la tecnologia visiva orientale e quella occidentale. II. Stili iconici che hanno plasmato le epoche
1. Il monocolo: arroganza aristocratica
Popolare tra le élite europee del XVIII e XIX secolo, il monocolo non era solo un ausilio visivo, ma anche un simbolo di status. Gli ufficiali tedeschi ne erano particolarmente affezionati, tanto da sviluppare un'elaborata "etichetta delle lenti": tenere la lente con i muscoli oculari era considerato maleducato; il metodo corretto era quello di inclinare leggermente la testa all'indietro, permettendo alla lente di scattare nell'orbita oculare. Oscar Wilde una volta scherzò: "Il monocolo non vede il mondo, vede la propria superiorità."
2. Occhiali a pince-nez: l'arte del ponte nasale vittoriano
Una moda di metà Ottocento in Europa e in America, questi occhiali senza montatura si basavano sulla pressione di una molla per agganciarsi al naso. La loro popolarità diede origine alla bizzarra "tipologia nasale": gli ottici raccomandavano diverse intensità di molla in base alla forma del naso dei clienti. L'immagine del presidente Theodore Roosevelt con gli occhiali a pince-nez era così iconica che durante la sua campagna del 1912, gli oppositori crearono vignette satiriche che ironizzavano sul fatto che "Roosevelt non sarebbe riuscito a trovare le sue politiche se gli fossero caduti gli occhiali".
3. Occhiali da aviatore: dal cielo alla ribellione elegante
Progettati nel 1936 da Bausch & Nati come occhiali antiriflesso per i piloti, l'iconica forma a goccia e la grande curvatura non erano un accessorio di moda, ma servivano a permettere ai piloti di visualizzare i pannelli degli strumenti senza dover girare la testa. Durante la guerra del Vietnam, divennero inaspettatamente simboli della controcultura: i giovani li indossavano per protestare contro l'establishment perché "avevano un aspetto sia militare che futuristico".
4. Montature a occhi di gatto: un manifesto di liberazione femminile. Negli anni '50, con l'ingresso massiccio delle donne nel mondo del lavoro nel dopoguerra, lo stilista Altman creò la montatura a occhi di gatto, con la parte superiore rivolta verso l'alto. Riprendeva abilmente il popolare design a pinna di razzo dell'epoca, infrangendo al contempo l'idea che "gli occhiali debbano essere seri". Peggy Olson che li indossa durante le trattative in Mad Men è diventata una metafora visiva delle donne professioniste che infrangono il soffitto di cristallo.
5. Montature Wellington: la firma dell'intellettuale. Rese popolari negli anni '60 dal Beatle John Lennon, queste montature spesse e quadrate si ispirano in realtà agli occhiali da lettura del XIX secolo usati dal Duca di Wellington. Il Museum of Modern Art di New York le ha annoverate tra "gli oggetti di design più importanti del XX secolo", elogiandole per aver "trasformato con successo l'utilitarismo in una posizione filosofica".
III. Evoluzione dei materiali: dalla tartaruga al titanio
• XIV secolo: Montature in legno, pelle e persino corno
• XVIII secolo: La tartaruga divenne un simbolo di lusso (ora vietata a livello internazionale)
• Anni '20: La celluloide introdusse i primi "occhiali di plastica", ma la sua elevata infiammabilità le valse il soprannome di "legna da ardere portatile"
• Anni '40: La rivoluzione dell'acetato: malleabile e sicuro, permise la creazione di montature Art Déco colorate
• XXI secolo Century: titanio a memoria di forma, bio-acetato, persino legno stampato in 3D, trasformando ogni paio in una dichiarazione tecnologica da indossare
IV. L'intrigante psicologia degli occhiali
Gli studi psicologici dimostrano che la percezione mutevole degli occhiali riflette le strutture di potere della società:
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Medioevo: Esclusivi di studiosi e clero, simbolo di autorità teologica
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Illuminismo: Incarnazione della ragione e della scienza (Newton veniva spesso ritratto postumo con gli occhiali)
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Epoca della Seconda Guerra Mondiale: Harry S. Truman divenne il primo presidente degli Stati Uniti a indossare apertamente gli occhiali, rompendo la tradizione Il mito secondo cui "i leader devono avere una visione perfetta"
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Era di Internet: le cornici semplici e coerenti di Zuckerberg vengono interpretate come "estetica minimalista del potere"
V. Archivio delle Curiosità
• Quando Benjamin Franklin inventò le lenti bifocali, scrisse a un amico: "Ora posso vedere sia le rughe sul viso del mio amico sia i piani alle sue spalle: se questa sia una benedizione o una maledizione, non lo so."
• Londra del 1914 vide la nascita dei "servizi di noleggio occhiali": per un penny, i clienti potevano prendere in prestito gli occhiali nelle edicole per leggere il giornale del giorno.
• Francia degli anni '60 rese popolari gli "occhiali finti": montature senza lenti indossate unicamente per coltivare un'"immagine intellettuale".